di e con Alberto Ierardi, Giorgio Vierda e Luca Oldani

Light Design Alice Mollica

Costumi Chiara Fontanella

Con il sostegno del Teatrino dei Fondi di San Miniato e Piemonte dal Vivo

Vincitore del Bando Italia dei Visionari-Festival le Città Visibili, Rimini 2020

Vincitore di Earthink Festival, Torino 2018

Premiato a Giovani Realtà del Teatro-Udine 2018, Minimo Teatro Festival-Palermo 2019 e Inventaria Festival-Roma 2019

 

“L’oceano è grande perché non respinge nessun fiume”

detto cinese

 

Tutto quello che abbiamo dimenticato, che non abbiamo più amato, insomma che ci è servito e poi non più, ha sempre percorso i fiumi fin dall’antichità. Chissà se gli antichi cinesi nel pronunciare il loro detto avrebbero potuto immaginare che il grande oceano, la mitica culla che ha dato vita a tutto, e che si è sempre inghiottita tutto, avrebbe incominciato un giorno a sputare fuori, dopo averle masticate, le chincaglierie che tutti gli abitanti di tutto il mondo da sempre hanno dimenticato.

L’oceano ha il mal di pancia! Se ne è accorto da trent’anni Charles Moore, marinaio, esploratore, ambientalista, scrittore statunitense che, da Cristoforo Colombo dei giorni nostri denuncia, non con troppo successo, la scoperta, o meglio l’emersione, o più correttamente, “l’agglomerazione” coatta della più grande opera artificiale mai costruita, la più grande improvvisazione ingegneristica mai concepita dall’essere umano, e si sa, dalle improvvisazioni, nascono grandi cose. Al momento, è grande tre volte la Francia ed è chiaramente visibile dallo spazio (altro che grande muraglia). È il Pacific Trash Vortex, per alcuni la grande zuppa di plastica, per i più fantasiosi l’isola di plastica.

 

***VEDI VIDEO TRAILER***

 

SET CONT1

 

SET CONT 2

 

 

SET CONT 3