Il cadavere squisito berrà il vino nuovo

Lo spettacolo, interpretato da due attori-giullari, preceduto da un prologo introduttivo che apre in un’atmosfera decisamente da cabaret, vestita dagli attori-giullari in uno stile comico e amaro, è suddiviso in quattro storie: nella prima si racconta di come le banche, attraverso il sistema del debito, obbligano il popolo a lavorare per esse (e non invece per la dignità di questo, come sarebbe d’uopo); la seconda storia narra di come la giustizia sia una peculiarità solamente di chi detiene il potere, la terza della morte sul lavoro di due pompieri e la quarta di come la Chiesa abbondi nell’oro e nello sfarzo e abbia dimenticato la carità verso gli ultimi e i poveri.

Il Circo della Fogna Surrealista Cabaret
Il cadavere squisito berrà il vino nuovo
Questo spettacolo nasce intorno a una domanda chiara e puntuale: che cosa è il giullare oggi? Nel medioevo e in tutta la tradizione
successiva della commedia dell’arte, i giullari recitavano le malefatte del potere nei confronti della popolazione più umile e povera,
rendendolo così ridicolo agli occhi della società. Essi, veri portavoce del popolo, giocavano un ruolo politico e sociale all’interno della società
stessa. Tuttavia, crediamo che il ruolo del giullare, cugino del cantastorie, trovi la sua forza espressiva all’interno di un rito teatrale, dove gli
spettatori, attraverso un’amara risata collettiva, riconoscono all’unisono la crepa che esiste all’interno della società, crepa che divide la parte
debole da quella dominante. E solo nella reale presa di consapevolezza di tale diaframma, la società può intervenire nel curare questa ferita al
fine di progredirsi e migliorarsi.
Lo spettacolo, costruito per adattarsi in case, cortili, giardini, in luoghi non convenzionali, è
costruito ad incastro con alcuni pezzi del repertorio di Dario Fo rielaborati dai due attori e
legati tra loro insieme ad altri pezzi, anche musicali, di nostra ideazione.
I due attori sono sempre in scena ad intrattenere il pubblico alla maniera dei giullari attraverso la tecnica dell’affabulazione e della
narrazione utilizzata nel teatro popolare. I due giullari, conducono uno spettacolo di cabaret dal sapore amaro. Infatti la critica politica
espressa sia attraverso i pezzi di Fo che da quelli ideati dai due attori è forte contro i potentati le lobby finanziarie la legalità sempre ad
appannaggio dei potenti.
Un’ora di spettacolo adattabile in salotti, cortili, giardini
Sinossi
Lo spettacolo, interpretato da due attori-giullari, preceduto da un prologo introduttivo che apre in
un’atmosfera decisamente da cabaret, vestita dagli attori-giullari in uno stile comico e amaro, è
suddiviso in quattro storie: nella prima si racconta di come le banche, attraverso il sistema del
debito, obbligano il popolo a lavorare per esse (e non invece per la dignità di questo, come sarebbe
d’uopo); la seconda storia narra di come la giustizia sia una peculiarità solamente di chi detiene
il potere, la terza della morte sul lavoro di due pompieri e la quarta di come la Chiesa abbondi
nell’oro e nello sfarzo e abbia dimenticato la carità verso gli ultimi e i poveri.
Compagni di viaggio dei due menestrelli sono una chitarra, i cui accordi allietano e accompagnano parti della narrazione, e un tappo di
sughero bruciacchiato, unica fonte di trucco dei due attori, che a vista mostrano i loro mutamenti scenici.